MARS, MILANO, 2014

Giulia Brivio, Ermanno Cristini

Davide Allieri, Roberto Amoroso, Emanuela Ascari, Marco Belfiore, Lorenza Boisi, Maurizio Bongiovanni, Maurizio Candeloro, Gaia Carboni, David Casini, Daniele Carpi, Lia Cecchin, T-Yong Chung, Rudi Cremonini, Carl D’alvia, Valentina D’Amaro, Giovanni De Francesco, Oppy De Bernardo, Sara Enrico, Francesco Fossati, Enza Galantini, Nicola Genovese, Marco Lampis, Filippo La Vaccara, Lucia Leuci, Tiziano Martini, Franco Menicagli, Yari Miele, Concetta Modica, Gianni Moretti, Marzia Moretti, Aldo Mozzini, Andrea Nacciarriti, Marco Pezzotta,  Marta Pierobon, Fabrizio Prevedello, Arend Roelink, Marzia Rossi, Laura Santamaria, Lidia Sanvito, Dario Sbrana, Luca Scarabelli, Gian Paolo Striano, Cristiano Tassinari, Marcello Tedesco, Eugenia Vanni, Devis Venturelli. Corrado Levi

Nella mostra pensata per MARS ho voluto coinvolgere tutti gli artisti che in tempi diversi hanno esposto in questo spazio invitandoli a preparare un lavoro la cui esposizione si risolvesse in un nascondimento. Normalmente quando siamo inviati ad una mostra ci preoccupiamo di come mostrare il nostro lavoro; in questo caso si tratta di preoccuparsi di come nasconderlo, magari presentando anche cose molto visibili ma che in realtà servono solo a nascondere un’opera che non si vede.
Hanno aderito una cinquantina di artisti ed è curioso pensare allo scarto tra l’elevato numero di opere e le “microdimensioni” dello spazio; uno scarto entro cui si consuma il paradosso di un eccesso di visione dove però in realtà quello che si vede non è quello che c’è da vedere.