Prière de Toucher, a conversation.

Il video, realizzato da Videoforart racconta l'intero progetto Prière de Toucher attraverso una conversazione tra Ermanno Cristini e Giulia Brivio

 

About

Prière de Toucher è un “dispositivo” costruito attraverso gli scambi di idee con Giulia Brivio e grazie al lavoro di tutti gli artisti che fino ad ora vi hanno partecipato, consentendogli di “prendere corpo”.
Sì, perché Prière de Toucher ha a che fare con il corpo e, saccheggiando il titolo del noto lavoro di Marcel Duchamp, rimanda inevitabilmente al mostrare.

In breve Prière de Toucher si interroga sui confini del corpo e sulla natura dell’esibizione, e, forse, è una modalità del mostrare nonostante si preoccupi solo di nascondere.


Prière de Toucher  è un ciclo di mostre, ognuna con una propria caratteristica strettamente dipendente dal luogo che la ospita. La prima è stata fatta ad Imola a Novella Guerra nell’ottobre 2013 insieme a Patrizia Giambi e a Microcollection; la seconda a Something Like This a Firenze nel maggio 2014  insieme a Oppy De Bernardo e Aldo Mozzini; la terza a MARS, in ottobre 2014, con la partecipazione di 45 artisti; la quarta a Roccaverano ne L'alcova di Acciaio di Umberto Cavenago in ottobre 2015; la quinta allo SPAZIO C.O.S.M.O, a Milano nel giugno 2016.

 

Recentemente, il n°12 della rivista Boite dedicato all’”opera nascosta” presenta l’intera operazione.

 

“Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto”, annotava Italo Calvino; dietro a tutto aleggia una domanda: si può toccare ciò che non si vede? E, nascondere è forse l’essenza del mostrare?
In tempi in cui non c’è realtà fuori dall’“exhibire”, l’interrogativo assume un senso particolare.

Prière de Toucher is a “dispositif” (1) built exchanging ideas with Giulia Brivio and thanks to the work of all the involved artists, who made it take shape.
Yes. Since Prière de Toucher deals with bodies and, stealing its title from a well known artwork by Marcel Duchamp, immediatly refers to the act of showing.
Shortly, Prière de Toucher wonders about the limits of bodies and the nature of exhibitions;. Perhaps it’s only a way to show something, despite thinking about concealing.

 

Prière de Toucher is a cycle of exhibirions, each strictly depending from the hosting place. First edition was in Imola at Novella Guerra, october 2013, with Patrizia Giambi and Microcollection; second edition at Something Like This, Florence, in may 2014, with Oppy De Bernardo and Aldo Mozzini; the third edition took place at MARS, Milan, in october 2014 and 45 artists were involved, the fourth edition at Roccaverano inside the Alcova d'Acciaio by Umberto Cavenago, in October 2015.

 

Recently, the Boite magazine N. 12, which is about the “hidden artwork” presents the operation.

 

“When one writes he always hides something so that it’s going to be discovered later”, Italo Calvino wrote; behind all, there’s a lingering question: can you touch what you can’t see? And is, concealing, perhaps, the essence of showing?
During times where no reality exists out of “exhibiting”, the question gets a specific sense.
 
1) Dispositif is a term used by the French intellectual Michel Foucault, generally to refer to the various institutional, physical, and administrative mechanisms and knowledge structures which enhance and maintain the exercise of power